La domanda di energia elettrica aumenta o diminuisce?

I consumi di energia elettrica sono in aumento o in diminuzione? La risposta cambia a seconda del livello preso in considerazione: gli andamenti sono diversi tra le varie parti del mondo, anche se in generale si registra una crescita dovuta alla crescente elettrificazione in campi come il riscaldamento e i trasporti. Vediamo i dati esposti dalla International Energy Agency (IEA) e confrontiamoli con le nostre elaborazioni per il sistema Sardegna.

Consumi in aumento nel mondo, in diminuzione nelle economie avanzate

Come riporta la International Energy Agency (IEA), a livello mondiale la domanda elettrica è cresciuta tra il 2000 ed il 2017 addirittura del 70%, con un 3% in più nell’ultimo anno: nel 2017 si sono consumati 22.200 TWh, l’equivalente di 2.290 volte i consumi della Sardegna.

È in atto anche uno spostamento dei consumi verso l’elettrico: nel 2000 i consumi elettrici erano il 15% dei consumi energetici totali, oggi sono il 19%.

A trainare la crescita dei consumi sono i paesi emergenti, mentre le economie avanzate registrano consumi stabili o in diminuzione.

L’efficienza energetica frena i consumi

I paesi più avanzati vivono una diminuzione dei consumi, anche se l’elettrificazione dei trasporti (con le auto elettriche) e del riscaldamento (con le pompe di calore) aumentano le applicazioni che richiedono energia elettrica. Le principali cause individuate da IEA sono le misure di efficienza energetica e la diminuzione dei consumi dell’industria pesante.

Per IEA il 40% del rallentamento della domanda di energia elettrica dipende dalle misure di efficienza energetica nell’industria, come ad esempio il miglioramento dei motori elettrici. Nel campo del residenziale ha influito il miglioramento dell’efficienza degli elettrodomestici e dei corpi illuminanti.

Energia elettrica risparmiata per misure di efficienza energetica

Il ruolo dell’industria pesante

L’industria pesante incide notevolmente sulla mancata crescita dei consumi elettrici nelle economie avanzate: se nel 2000 queste producevano il 60% dell’acciaio mondiale, oggi producono solo il 30%. Lo spostamento delle industrie energivore nei paesi meno sviluppati aumenta i consumi di questi ultimi e diminuisce quellli dei paesi del primo mondo.

Gli scenari futuri per il consumo di energia elettrica

IEA ritiene che, da qui al 2040, i consumi elettrici nelle economie avanzate cresceranno con un tasso dello 0,7% annuo, in ragione delle politiche di elettrificazione del settore termico e della mobilità, mentre se non ci fossero interventi incentivanti per questi settori andrebbero ulteriormente a diminuire.

Il consumo elettrico in Sardegna

La situazione in Sardegna, analizzata nel nostro report sull’andamento del sistema energetico sardo, rispecchia in parte le analisi della IEA: il drastico calo dei consumi elettrici totali (-23% tra il 2000 ed il 2017) è dovuto fondamentalmente alla chiusura dell’industria pesante, formente energivora (i consumi dell’industria sono diminuiti addirittura del 46,7%), mentre i consumi domestici sono cresciuti in maniera considerevole (+11,6%).

Bilancio pluriennale consumo energia elettrica in Sardegna

Più difficile stimare l’incidenza degli interventi di efficientamento energetico: i dati ENEA sui risultati dell’Ecobonus parlano di un risparmio energetico di 13-15 MWh all’anno, ma sono riferiti ai soli interventi incentivati e tengono conto sia dei consumi elettrici che di quelli termici.

Consumare di meno è un bene o un male?

I mancati consumi elettrici delle economie avanzate dipendono in parte da ragioni positive (l‘aumento dell’efficienza, e quindi la capacità di ottenere il medesimo risultato con un minor costo energetico), dall’altro da ragioni negative (la dismissione di settori produttivi); la bilancia sembra pendere maggiormente sul piatto negativo in Sardegna, dove non si evincono numeri significativi sul lato del miglioramento dell’efficienza del sistema.

Econergia è parte di quel sistema economico sardo che lavora per invertire questo andamento, e far sì che cresca il livello di benessere e di produzione con sistemi innovativi e più efficienti: lavoriamo per creare un passaggio culturale da un’economia insostenibile e una sostenibile.

 

 

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