Decreto FER

Tornano gli incentivi per il fotovoltaico: scopri il Decreto FER!

Il decreto Fonti Energetiche Rinnovabili (FER) di prossima pubblicazione incentiva le fonti rinnovabili considerate mature. Tra queste spicca il fotovoltaico: non succedeva dal luglio 2013, quando finiva il Quinto Conto Energia.

Si tratta di una grande opportunità per realizzare investimenti dalla redditività sicura, a patto che siano impianti ben progettati, con componenti affidabili e realizzati a regola d’arte.

Scopriamo il Decreto negli aspetti fondamentali per il fotovoltaico, concentrandoci sugli impianti di piccola taglia.

Quali impianti fotovoltaici accedono all’incentivo?

Con il decreto FER il fotovoltaico sopra i 20 kW viene di nuovo incentivato; gli impianti sotto i 20 kW accedono invece al sistema della detrazione fiscale IRPEF al 50%.

Come per i precedenti Conti Energia, anche questo sistema incentivante sarà coordinato dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE).

La bozza del Decreto FER prevede l’incentivazione di due tipologie di impianti fotovoltaici:

  1. Gruppo A: gli impianti su edificio o a terra, inseriti nello stesso gruppo degli impianti eolici;
  2. Gruppo A-2: gli impianti fotovoltaici che sostituiscono coperture in amianto, in un gruppo apposito.

Per poter accedere all’incentivo gli impianti fotovoltaici devono essere di nuova costruzione (non sono ammessi i rifacimenti o i potenziamenti). Sono esclusi dall’intervento gli impianti realizzati a terra in aree agricole.

Quanto vale l’incentivo per il fotovoltaico?

L’incentivo previsto dal Decreto FER è un sistema alternativo allo Scambio Sul Posto e al Ritiro Dedicato, e prevede una tariffa maggiore per gli impianti di taglia più piccola:

Potenza

Tariffa

Vita utile

20 < P 100 kW

10,5 c€/kWh

20 anni

100 < P ≤ 1000 kW

9,0 c€/kWh

P > 1000 kW

7,0 c€/kWh

La tariffa è riconosciuta per venti anni sull’energia ceduta alla rete, cioè non consumata sul posto dallo stesso produttore.

Gli impianti fotovoltaici su edifici hanno diritto ad un premio di 1 €cent/kWh sull’energia consumata sul posto; quelli realizzati in sostituzione di coperture in amianto, oltre al precedente, hanno diritto anche ad un premio di 1,2 cenesimi/kWh su tutta l’energia prodotta.

Come si calcola l’incentivo?

La tariffa è detta “a due vie”: il produttore riceve la differenza tra la tariffa in tabella ed il prezzo zonale orario.

Ad esempio, per un impianto che accede alla tariffa 10,5 centesimi/kWh, possono verificarsi tre casi:

  1. Nell’ora di riferimento il Prezzo Zonale Orario è  minore della tariffa, ad esempio 4 centesimi: il produttore riceverà dal GSE 6,5 centesimi/kWh: A questi si sommerà il prezzo a cui riuscirà a vendere l’energia;
  2. Nell’ora di riferimento il prezzo zonale orario è maggiore dei 10,5 centesimi, ad esempio 12 centesimi: in questo caso sarà il produttore a dover restituire la differenza (nell’esempio 1,5 centesimi);
  3. Se il prezzo zonale orario sarà zero, il produttore non riceverà incentivo.

Gli impianti di piccola taglia, fino a 250 KW, possono affidare anche la fase di vendita al GSE: riceveranno semplicemente il valore della tariffa per ogni kWh: si tratta di una notevole semplificazione che consente al produttore di non doversi impegnare nella vendita dell’energia e ricevere una cifra certa per l’energia ceduta alla rete.

Quando si può richiedere l’incentivo?

Il Decreto FER prevede la pubblicazione di 8 bandi distinti; dopo la pubblicazione del bando si hanno 30 giorni per l’invio delle domande, dopodiché entro 90 giorni il GSE forma la graduatoria degli impianti ammessi all’incentivo.

In ciascun bando vengono stanziati dei contingenti di potenza per ciascuna tipologia di impianto:

Bando

Data prevista di pubblicazione Potenza Gruppo A

Potenza Gruppo A-2

1

31/01/19

45 MW

100 MW

2

31/05/19

45 MW

100 MW

3

30/09/19

100 MW

100 MW

4

31/01/20

100 MW

100 MW

5

31/05/21

120 MW

100 MW

6

30/09/21

120 MW

100 MW

7

31/01/21

120 MW

100 MW

8

21/05/21

120 MW

100 MW

Le richieste di incentivo saranno accettate fino alla chiusura dell’ottavo bando oppure, se si dovesse verificare prima, 30 giorni dopo il raggiungimento di un monte incentivi complessivo di 5,8 miliardi di euro, calcolato tenendo conto degli incentivi del Decreto FER non fotovoltaiche (D.M. 23/06/16), che al 31/12/18 occupano 4,843 miliardi di euro.

Sono quindi disponibili 770 MW per la realizzazione di impianti fotovoltaici ed eolici, e 800 MW per i soli impianti fotovoltaici in sostituzione di amianto.

Come si può richiedere l’incentivo?

Bisogna inviare una domanda telematica al GSE, entro 30 giorni dalla pubblicazione del bando.

Per poter inviare la domanda bisogna:

  1. aver inviato la domanda di connessione all’Ente di Distribuzione, e avere accettato in via definitiva il relativo preventivo di connessione;
  2. avere tutte le autorizzazioni per la realizzazione dell’impianto;
  3. avere registrato l’impianto su Gaudì, il sistema informativo di TERNA;
  4. utilizzare esclusivamente componenti nuovi;
  5. non avere cominciato i lavori di realizzazione dell’impianto.

Il registro: non conta solo la riduzione della tariffa

Mentre con il Conto Energia gli impianti di piccola dimensione accedevano direttamente all’incentivo, con il Decreto FER tutti gli impianti devono essere inseriti in una graduatoria, tramite un registro (per quelli fino a 1 MW) o un’asta al ribasso sulla tariffa (per quelli sopra 1 MW).

Gli impianti di potenza inferiore a 1 MW accedono agli incentivi tramite il registro: è un sistema che favorisce gli impianti meno impattanti sull’ambiente, mentre gli impianti sopra il MW partecipano a delle aste basate sulla riduzione della tariffa proposta da ciascun produttore.

Per questo per gli impianti di piccola taglia è fondamentale individuare un sito di installazione che garantisca un vantaggio in graduatoria, senza necessariamente rinunciare ad una quota della tariffa.

Per ciascuna tipologia di impianto vengono stabiliti dei contingenti di potenza per ciascun bando.

I criteri di priorità, diversi per ciascuna tipologia di impianto, vengono applicati in ordine gerarchico fino all’esaurimento della graduatoria, che non è soggetta a scorrimento: è pertanto fondamentale rientrare utilizzando al meglio le opportunità fornite dai criteri.

Criteri di priorità per gli impianti fotovoltaici che non sostituiscono l’amianto:

  1. impianti realizzati su discariche, cave e terreni contaminati, solo nel caso in cui siano stati ripristinati ambientalmente;
  2. impianti dotati di colonnine di ricarica per almeno il 15% della potenza dell’impianto;
  3. aggregati di impianti, cioè gruppi di impianti che partecipano insieme alla richiesta di iscrizione al registro;
  4. maggiore offerta al ribasso sull’incentivo, fino ad un massimo del 30%;
  5. minore tariffa spettante;
  6. data della domanda di partecipazione.

Criteri di priorità per gli impianti fotovoltaici che sostituiscono l’amianto:

  1. impianti realizzati su scuole;
  2. impianti realizzati su ospedali;
  3. impianti realizzati su altri edifici pubblici;
  4. impianti dotati di colonnine di ricarica per almeno il 15% della potenza dell’impianto;
  5. aggregati di impianti;
  6. maggiore offerta al ribasso sull’incentivo, fino ad un massimo del 30%;
  7. minore tariffa spettante;
  8. data della domanda di partecipazione.

Quando conviene l’incentivo FER?

Il sistema incentivante del Decreto FER è pensato per l’energia ceduta alla rete, per cui è particolarmente adatto per gli impianti che cedono tutta o quasi l’energia prodotta.

Gli impianti associati ad attività che che autoconsumano una quota importante di energia sono invece più adatti per il sistema dello Scambio Sul Posto (SSP): quest’ultimo rimborsa il costo (e una parte delle tasse sostenute) dell’energia acquistata dalla rete in compensazione all’energia ceduta alla rete dall’impianto.

Le opportunità e i rischi del Decreto FER

Il fotovoltaico, grazie al Decreto FER, può tornare ad essere un ottimo strumento finanziario per investimenti di piccole-medie dimensioni: abbiamo svolto una simulazione della redditività di un impianto da 100 kW realizzato su un capannone esistente, sia nel caso della sostituzione dell’amianto che senza: il Tasso Interno di Rendimento è del 17,26% per il primo, del 20,07% per il secondo.

Lo storico dei Conti Energia , dal 2005 al 2013, consiglia però di prestare attenzione: nel periodo del boom del fotovoltaico numerose operazioni si sono rivelate molto meno redditizie delle aspettative. Materiali scadenti, progettazioni approssimative, installazioni con personale poco qualificato, assenza di monitoraggio delle prestazioni e mancanza di manutenzioni hanno portato ad impianti con gravi problemi e produzioni molto basse, insufficienti a ripagare l’investimento.

Riferirsi ad aziende qualificate e pianificare fin da subito la realizzazione di impianti dal titolo autorizzativo inattaccabile, ben progettati e dotati di moderni sistemi di monitoraggio è fondamentale per garantire la resa economica.

Econergia lavora nel settore del fotovoltaico, incentivato e non, dal 2011: ad oggi abbiamo progettato e portato a termine impianti per un totale di 6,3 MW, e seguiamo attività di monitoraggio e manutenzione per 0,7 MW.
I nostri clienti possono contare su un servizio a tutto tondo, basato sulla conoscenza del mercato, un continuo aggiornamento tecnico e legislativo, e la competenza progettuale interna anche per le opere di connessione, essendo Econergia accreditata anche come progettista di linee elettriche per e-Distribuzione.

Se intendi fare un investimento nel fotovoltaico questo è il momento giusto, ed Econergia è il partner giusto per te: contattaci subito!

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