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L’andamento del sistema elettrico in Sardegna

Sempre più spesso si sente parlare dei cambiamenti nei sistemi di produzione e nel consumo dell’energia elettrica; ma non sempre è facile interpretare i dati ricevuti e trarne delle conclusioni. Per questo Econergia ha rielaborato graficamente i bilanci dell’energia elettrica della Sardegna dal 1997 al 2017, elaborati dall’Ufficio Statistico di Terna. L’obbiettivo di questa rielaborazione è fornire uno strumento per la valutazione dell’evoluzione del panorama della produzione e del consumo dell’energia elettrica in Sardegna, utile a capire da dove veniamo e dove stiamo andando: un piccolo contributo alla crescita della conoscenza di un ambito fondamentale della nostra vita, quello energetico.

La produzione di energia elettrica

 

 

La produzione di energia elettrica in Sardegna ha conosciuto un periodo di crescita fra la seconda metà degli anni ’90 e la metà degli anni 2000, per poi rimanere sostanzialmente stabile fino a metà anni ’10 e quindi diminuire negli ultimi anni fino a valori simili a quelli dei primi anni 2000.
Nella seconda metà degli anni ’90 e nei primi anni 2000 la produzione di energia elettrica in Sardegna avveniva in maniera preponderante (95-97%) da impianti termoelettrici, alimentati a carbone o a olio combustibile, con l’integrazione di una quota di energia idroelettrica, variabile in funzione della disponibilità idrica ma sostanzialmente costante.
A partire dal 2002 è diventata significativa la quota di energia prodotta dalle altre fonti di energia rinnovabile, principalmente eolica; dal 2005, con il boom dovuto al Conto Energia, la quota di energia prodotta dal fotovoltaico è cresciuta fino ad arrivare all’attuale 7,5% del bilancio complessivo, contro il 12,5% di energia da eolico. Le energie rinnovabili (con l’esclusione dell’idroelettrico) hanno eroso le quote di energia prodotta dagli impianti termoelettrici (alimentati oggi, oltre che dagli storici carbone ed olio combustibile, anche da gasolio e, in quote trascurabili, da biomasse), anche se nell’ultimo anno si è avuta una significativa crescita dell’energia prodotta da fonti fossili.

Il consumo di energia elettrica

 

 

Il consumo di energia elettrica in Sardegna ha conosciuto una crescita costante dalla metà degli anni ’90 alla metà degli anni 2000, per poi conoscere un inesorabile diminuzione fino al 2016, con una ripresa superiore al 3% nel 2017.
Se nel periodo 1997-2016 i consumi domestici si sono mantenuti pressocchè stabili e quelli agricoli e del terziario sono cresciuti significativamente (anche se con una certa diminuzione dopo il picco attorno al 2010), quelli legati all’industria hanno subito dal 2007 in poi una diminuzione costante, con un crollo netto tra il 2011 e il 2013.
Si può inoltre notare una diminuzione dell’energia utilizzata per i pompaggi legata in maniera abbastanza chiara a quella dell’energia prodotta da fonte idroelettrica.
Sul fronte delle esportazioni verso l’Italia e la Corsica, si può notare come quelle verso quest’ultima, pressocchè stabili fino al 2005, siano quindi cresciute fino a raddoppiare rispetto al valore iniziale dal 2007 (nel 2017 si attestano a 696 GWh). Il rapporto con il sistema italiano vede invece fino al 2001 una fase di importazione di energia elettrica (visibile nel grafico relativo alla produzione), seguita da una fase di esportazione che ha visto il suo picco (attorno ai 3400 GWh) negli anni 2013-2014, per poi scendere attorno ai 2100 GWh del 2016 e tornare a crescere a quasi 2900 GWh del 2017. L’inizio della fase di esportazione importante verso l’Italia è coincidente con la messa in funzione del cavo sottomarino SAPEI (in due fasi, 2009 posa in opera del primo cavo, 2011 messa in servizio completa) e con la diminuzione dei consumi industriali interni.

Conclusioni

Senza avere alcuna pretesa di esaustività, l’esposizione grafica e descrittiva dei dati raccolti dall’Ufficio Statistico di Terna aiuta a capire meglio come le serie storiche siano utili per analizzare lo stato attuale del sistema energetico elettrico sardo.
Certo, rispetto alla metà degli anni ’90 la produzione di energia da fonti rinnovabili è cresciuta in maniera importante, ma ancora oggi circa il 77,5% dell’energia è prodotta dagli impianti termoelettrici: la recente SEN 2017 che pone come obbiettivo la cessazione della produzione di energia elettrica da carbone e la quota di rinnovabili nel settore elettrico al 55% nel 2030 per l’Italia pongono la Sardegna di fronte a una sfida importante, sia in termini di aumento della potenza rinnovabile che di tenuta del sistema in assenza di buona parte degli attuali impianti termoelettrici.
Sul fronte del consumo, se da un lato si auspica una ripresa del sistema industriale e si lavora per un passaggio delle utenze termiche domestiche e di parte dei trasporti verso il consumo elettrico, dall’altro non si può che puntare ad un sistema molto più efficiente nel suo complesso.
La Econergia, in collaborazione con i suoi clienti, vuole dare il suo contributo per un futuro sostenibile del sistema Sardegna: ci lavoriamo dal 2011 con i nostri progetti e le nostre realizzazioni, che ad oggi hanno permesso un risparmio stimabile in circa 12.000 tonnellate di olio combustibile sostituite dallo sfruttamento di energie rinnovabili e da sistemi più efficienti, coscienti che c’è ancora tanto da fare.

 

 

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